Comprare casa. Se, quanto e perché pagare la provvigione dell’agenzia.

vendere casa con consulente immobiliare
Vendere casa con agenzia o da privati? Nessuna delle due.
Marzo 23, 2020
provvigione per comprare casa

Comprare casa. Se, quanto e perché pagare la provvigione dell’agenzia.

Sai davvero quanto devi pagare un agente immobiliare? Sei sicuro di sapere perché hai bisogno una figura intermedia che ti metta in contatto con la casa dei tuoi sogni? Ecco cosa devi conoscere sulle commissioni immobiliari quando acquisti casa.

 

Se hai intenzione di comprare casa e non hai a portata di mano il contatto di un consulente immobiliare di fiducia, sicuramente inizierai a consultare i portali online più famosi: Immobiliare.it, casa.it, idealista. Questi e molti altri siti pubblicano ogni giorno decine di annunci e, con un po’ di fortuna, potresti trovare quello che fa per te. Con ogni probabilità è stato pubblicato da un’agenzia immobiliare. 

In alcuni casi, l’agenzia è stata formalmente incaricata in esclusiva dal proprietario dell’immobile; in altri, invece è stata solo autorizzata, insieme ad altre tre o quattro agenzie, a pubblicizzare l’immobile e a portare eventuali clienti interessati. Tra tutte, una si è adoperata più delle altre per scattare qualche bella fotografia e scrivere un annuncio chiaro e comprensibile e ha attirato la tua attenzione: non devi fare altro che chiamare e fissare la prima visita.

 

All’agenzia spetta un compenso che viene determinato in una percentuale sul prezzo di acquisto. 

 

A quanto ammonta, per legge, la percentuale della provvigione? Teoricamente, non ci sono limiti: la misura della provvigione, infatti, viene stabilita dall’accordo tra cliente e  agenzia e, di solito, per l’acquirente può variare tra il 3% e il 6-7%, in base al servizio offerto e al valore dell’immobile. Tutto più che legittimo: l’agenzia che ha messo in comunicazione le due parti, venditore e acquirente, per la conclusione dell’affare, ha diritto a un compenso per l’attività di mediazione svolta. 

La provvigione è sicuramente una voce di spesa rilevante, spesso la più ingente tra i costi accessori, superiore all’onorario del notaio e talvolta anche alle imposte. È comprensibile che tu possa domandarti se davvero il suo ammontare sia adeguato al servizio effettivamente fornito dall’agenzia.

 

Nel corso degli anni, confrontandomi con le persone che ho assistito nell’acquisto o nella ricerca della loro casa a Bologna, ho potuto osservare che la provvigione viene vissuta con duplice animo.

 

Da un lato, tutti convengono che l’agenzia immobiliare svolga attività utili per l’acquirente, risparmiandogli alcune noiose incombenze, soprattutto in ordine ai rapporti con il notaio, con la banca e nella gestione della documentazione. Un bravo agente immobiliare è sempre disponibile ad accompagnarti più volte nell’immobile a prendere misure o a raccogliere preventivi con i tuoi artigiani; forse ha conservato il tuo nominativo da un precedente appuntamento e ti ha prontamente contattato per proporti l’ultimo immobile entrato in portafoglio, ritenendolo in linea con le tue esigenze.

Allo stesso tempo, però, la provvigione è vissuta come una vera e propria tassa, dovuta esclusivamente in quanto l’agenzia detiene il mandato della casa dei sogni. Se la vuoi comprare, insomma, non hai altre opzioni se non rivolgerti a lei e pagare la somma richiesta. La percezione più diffusa è che l’agenzia lavori più per il venditore che per l’acquirente: ha investito infatti nella promozione dell’immobile e ha svolto la trattativa per cercare di raggiungere quel prezzo minimo, precedentemente concordato con il venditore, che le garantisce il diritto a ricevere un compenso da parte del proprietario e, conseguentemente, anche da parte tua.

Date queste premesse, è importante fare alcune riflessioni. 

 

Nei confronti  dell’acquirente, il ruolo dell’agente immobiliare non può ruotare esclusivamente attorno al prodotto “casa”, ma dovrebbe coincidere con il valore aggiunto che egli è capace di creare per lui.

 

Oggi, con gli strumenti a disposizione, potrebbe non esserci più la necessità di figure intermedie che mettano in contatto un prodotto con il suo acquirente. Se un agente si limita al semplice trasferimento di informazioni o ad aprire una porta, farà più fatica a proporsi come professionista, e come tale a giustificare compensi troppo elevati. Anche per questo, molti acquirenti, quando poi si trovano a essere venditori, preferiscono evitare l’agenzia e intraprendere la via del “fai-da-te”, che può rivelarsi complessa e pericolosa.

Un consulente immobiliare, invece, ha un approccio nuovo, capace di creare un vero vantaggio per il proprio cliente. Saprà costruire per lui un percorso dedicato, lungo la strada che collega domanda e offerta, sciogliendo dubbi e guidandolo con dedizione e trasparenza.

 

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