Casa, dolce casa? Progetti immobiliari ai tempi del Coronavirus.

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Casa e coronavirus

Casa, dolce casa?

La casa è un’estensione di ciò che siamo: ciò che facciamo all’interno delle mura delle nostre dimore modella il nostro umore, influenza la nostra produttività e incide sulla nostra visione della vita. Il tempo che abbiamo dovuto dedicare a noi stessi e alla nostra famiglia in queste ultime settimane a causa dell’epidemia Covid-19 ci sta facendo sperimentare un nuovo modo di vivere le nostre case.

 

Sono in molti a pensare che, quando finalmente ci saremo lasciati alle spalle l’emergenza Coronavirus, nulla sarà più come prima. Non possiamo dire se ci saranno cambiamenti macroscopici nelle nostre vite, ma certamente l’alterazione forzata delle nostre abitudini quotidiane lascerà un segno. Non parlo solo di spesa a domicilio, di quotidiani online o di smart working, ma delle nostre priorità e della scala dei nostri valori. Forse cambierà profondamente il significato che diamo alla parola “felicità”.

La casa è un santuario per alcuni e una prigione per altri. Molti stanno vivendo con difficoltà l’obbligo di restare confinati nella propria abitazione e si sentono agli arresti domiciliari; quando tutto sarà finito, salteranno come un tappo di champagne e resteranno fuori casa il più possibile. Altri, invece, pur impazienti di riappropriarsi della propria libertà di movimento, stanno facendo altre e più costruttive riflessioni.

 

È incredibile come le modifiche, seppur forzate, alla nostra quotidianità possano diventare un catalizzatore per cambiamenti significativi e positivi.

 

Molti di noi, per esempio, hanno potuto dedicare il tempo ritrovato a un hobby rimasto a lungo coperto dalla polvere. Qualcuno non vede l’ora di riabbracciare i propri amici e i propri cari, e non appena possibile, organizzerà un bel pranzo, tutti insieme. Queste persone, forse, stanno anche pensando che “ci vorrebbe una sala più grande!”.

Altri, invece, che a causa del Coronavirus hanno dovuto sperimentare il lavoro “da remoto”, hanno capito che, in fin dei conti, tanto male non è, e hanno realizzato che “servirebbe uno studio, anche piccolo, per riuscire a lavorare tranquillamente da casa, anche in futuro”.

Per non parlare di un giardino, l’arma segreta di alcuni fortunati durante questa segregazione. In quanti avranno pensato “la prossima casa che compro, dovrà avere un giardino o un balcone abitabile dove fare anche un piccolo orto!”. Qualcun altro ha capito che i lavoretti manuali non solo sono utili, ma anche molto rilassanti e che “in un garage più spazioso ci starebbe bene un bel banco da lavoro!”.

Insomma, in questi giorni, abbiamo la possibilità di capire qualcosa di più degli spazi in cui si muovono le nostre vite.

 

La casa nella quale viviamo è ancora adatta allo stile di vita che vogliamo? Ci permetterà di realizzare i nostri sogni e i desideri nati in queste settimane?

 

Il lavoro, che generalmente avviene fuori casa, occupa gran parte della nostra giornata. Se togliamo il tempo dedicato al sonno, restano poche ore in cui realmente viviamo la nostra dimora. Questo ci porta a ritenere superflui alcuni spazi o alcune caratteristiche che, invece, ci consentirebbero non solo un miglior godimento dell’intera abitazione, ma una miglior qualità di vita per tutti i suoi abitanti.

L’epidemia di Coronavirus ci ha messo davanti alla necessità di trovare, entro le mura di casa, un comfort che ci permetta di trascorrere del tempo di qualità per noi e con i nostri cari, soprattutto se decidiamo che l’home working è quello che fa per noi. Per lavorare da remoto servono infatti spazi che garantiscano la nostra produttività senza limitare la vita della famiglia. 

 

In una casa confortevole, gli spazi privati e quelli comuni devono essere adeguati al nostro stile di vita. Se, invece, è lo stile di vita che deve adattarsi alla casa, inevitabilmente la vivremo con insofferenza.

 

È vero, spesso il budget a disposizione non è illimitato e ci costringe a rinunciare a qualcosa, ma è altrettanto vero che, talvolta, trattiamo la casa come un dormitorio, perché tanto non ci siamo mai. Siamo stati poco abituati a leggere la casa come luogo in cui poterci realizzare; questo è un ruolo che generalmente attribuiamo al lavoro, ma una cosa non esclude l’altra. La casa giusta ci può rendere felici.

Tra le tante cose, abbiamo imparato che, talvolta, la vita è imprevedibile e il rimandare quasi mai è la scelta migliore. Se siamo stati risparmiati dagli effetti più gravi del Coronavirus, possiamo iniziare a pensare al futuro con ottimismo e a come trasformare i sogni appena nati, o quelli che abbiamo sempre tenuto chiusi da quale parte, in progetti concreti.

Il tempo per riflettere e per confrontarci con la nostra famiglia lo abbiamo e abbiamo anche il tempo per navigare sul web, informarci e capire chi, davvero, ci potrà aiutare a concretizzare il nostro obiettivo. Prendi contatto con i professionisti che ti danno più fiducia, confronta i loro servizi e poi chiama Rosa Property Consulting. Scoprirai come posso aiutarti, più e meglio degli altri.

 

La casa è il luogo in cui i sogni si possono realizzare;
spesso è essa stessa il sogno da realizzare.